Sonos 'e Memoria

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Suoni e Immagini della Memoria Sarda
Un film di Gianfranco Cabiddu
Film di montaggio composto da immagini di repertorio sulla Sardegna dagli anni '20 al '50 con colonna sonora originale eseguita dal vivo.

Produzione VHS
REGIONE AUTONOMA della SARDEGNA
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE e INFORMAZIONE
ASSESSORATO AL TURISMO - ESIT
e
ISTITUTO LUCE

Ideazione e Regia: Gianfranco Cabiddu

Direzione Musicale: Paolo Fresu
Musiche dal vivo eseguite da: Paolo Fresu (Tromba e flicorno)
Furio di Castri (Contrabbasso )
Elena Ledda (Voce)
Luigi Lai (Launeddas)
Mauro Palmas (Mandola)
Antonello Salis (Fisarmonica)
Federico Sanesi (Percussioni)
Carlo Cabiddu (Violoncello)
Su Concordiu 'e su Rosariu
(Coro Polifonico):
* Giovanni Ardu
* Roberto Iriu
* Antonio Migheli
* Mario Corona
Organizzazione generale: Susanna Puddu
Laboratori sviluppo e stampa Cinecittà
Durata 25'; 35mm. Bianco e nero


Sinossi - Presentazione

Immagini della tradizione sono state registrate dal cinema lungo parecchi decenni, sotto forma di documentari, filmati, inchieste e cinegiornali, il cui valore storico è indiscutibile soprattutto rispetto a culture, come quella sarda, che non hanno mai affidato le loro tradizioni alla parola scritta.
Ma i resoconti contenuti in documentari e cinegiornali ci restituiscono di solito solo per frammenti, per brevi lampi - un gesto, uno sguardo, l'espressione di un volto - il senso di una cultura. Per diventare memoria essi devono ricreare una nuova emozione; e affinché questa collaborazione tra documenti d'archivio e universo narrativo-emozionale abbia luogo, occorre che le immagini siano animate da un ritmo nuovo.
Per realizzare questo film si è intervenuti sui materiali documentari in modo sintetico: trascurando il dato cronologico e squisitamente etnografico, e procedendo per tragitti analogici, per tagli verticali tematici.
Sonos 'e Memoria è un film di montaggio costruito attorno ad un ideale ciclo lavorativo: dal lavoro casalingo delle donne in paese, al lavoro nei campi, al lavoro collettivo, nelle miniere, nel mare fino ad un finale di festa con corse di cavalli e balli.
La colonna sonora, composta appositamente, utilizza al suo interno frammenti di forme musicali della tradizione sarda, rielaborandoli.
Ma la particolarità di Sonos 'e Memoria risiede della sua forma di fruizione: le immagini del passato, già rese vive da un ritmo narrativo reinventato, sono rafforzate e rese emotivamente più efficaci dalla presenza viva dei musicisti e da un'esecuzione calibrata e costruita su misura sulle immagini stesse.
Nell'esecuzione dal vivo Sonos 'e Memoria vorrebbe quindi suscitare qualcosa di più della semplice curiosità per qualche pezzo di vecchio film d'archivio risonorizzato, ma piuttosto cimentarsi con il compito - che è anche responsabilità di ogni uomo verso la sua cultura d'origine - di ripensare alla propria radice per riguardarla senza schermi e con sguardo innocente.

Note di Regia
(Gianfranco Cabiddu)

All'inizio del '93 ho trascorso molto tempo dentro l'Archivio Storico Cinematografico dell'Istituto Luce, a visionare centinaia di metri di pellicola per portare avanti una ricerca, iniziata un anno prima, sui materiali cinematografici riguardanti la Sardegna sparsi nelle cineteche italiane.
Lo stupore per la forza di certe immagini, i mondi sommersi fatti di gesti e pratiche che venivano a galla dalla polvere del tempo, l'emozione che tutto questo mi ha dato, mi hanno spinto a fare un film di montaggio, utilizzando solo immagini di repertorio.
Il problema era come comporre queste immagini in modo che avessero un ritmo e una fluidità di racconto cinematografico autonomo. Il mio obiettivo era dare la sensazione che le immagini fossero "nostre contemporanee", che potessero parlare ad uno spettatore di oggi, senza la mediazione culturale tipica del reperto storico.
Questo risultato è stato possibile abbandonando ogni rigore filologico e pretesa di "documento" e lavorando solo su un racconto cinematografico in grado di suscitare emozioni.
Usando i vari documentari come dei "giornalieri", ho lavorato sul ritmo del montaggio, abbandonando ogni senso di logica, sia geografica, che storica. Ho montato, ad esempio, un contadino che semina nel '48, con il controcampo di contadini che raccolgono e spulano il grano nel '36, seguendo solo la linea del racconto per immagini, il loro ritmo interno: in tutto il film non c'è un "attacco" di montaggio identico all'originale, tutto il materiale è stato rimontato.
Se da un punto di vista cinematografico le immagini si plasmavano bene, è apparso subito chiaro che il suono e quindi l'anima emozionale del filmato, doveva essere completamente reinventato. Infatti i commenti sonori originali respingevano quel materiale nella polvere degli anni, dandogli una patina stantia che impediva la libera associazione e lo scorrere delle emozioni. Ho provato a usare varie musiche, escludendo il commento parlato, ma l'effetto era sempre o troppo freddo o troppo caldo. Le musiche sarde di repertorio poi, provocavano l'effetto di sovradimensionare e raddoppiare le emozioni, con un risultato folcloristico, rozzo e francamente insopportabile.
Piano piano quindi, si è fatta chiara l'esigenza di ottenere una colonna sonora che, pur utilizzando moduli tradizionali della musica sarda, li reinventasse, con un procedimento in fondo analogo a quello che avevo usato nel trattamento delle immagini, e che a queste immagini desse forza attraverso una esecuzione dal vivo, sera per sera, davanti al pubblico.
Da qui l'incontro con Paolo Fresu che porta in sé due doti fondamentali: una grande "apertura" e modernità musicale, maturata in anni di esperienze a contatto col pubblico, in Italia e all'estero, e un amore per la sua terra autentico, rigoroso e del tutto lontano da ogni folklorismo.
Senza questa musica, suonata dal vivo da un'orchestra formata da musicisti di diversa estrazione ma tutti, in qualche modo, in rapporto con la Sardegna, probabilmente il destino di questo film sarebbe stato quello di un qualsiasi documentario d'archivio; così invece aspira ad essere uno spettacolo sempre diverso: l'incontro di un gruppo di artisti fra loro e con il loro pubblico.


Note musicali
(Paolo Fresu)

Gianfranco Cabiddu mi ha parlato per la prima volta del progetto Sonos 'e Memoria a Berchidda, mio paese natale in Sardegna, in occasione dell'edizione '94 di Time in Jazz Festival Jazz che dirigo.
Rubavamo, nei pochi attimi di tregua regalati dal festival, qualche minuto per visionare il primo montaggio con le splendide immagini sulla Sardegna delle quali mi sono subito innamorato. E con Gianfranco è nata subito un'amicizia. Forse per via di esperienze comuni ma forse e soprattutto per quella matrice così semplice che è l'essere sardi tutti e due, uno di Sedilo e uno di Berchidda, nel ritrovarci a Bologna o da qualsiasi altra parte a parlare immancabilmente di Sardegna, dei suoi uomini, di quelli semplici come i nostri padri ma anche delle menti di oggi, dei nuovi letterati e di tutti coloro che la Sardegna vogliono farla crescere!
Non avrei accettato altrimenti questa commissione. Non l'avrei accettata perché per anni ho voluto debitamente stare lontano da quelle operazioni spesso fatte in passato tra jazz e musica sarda che poco hanno prodotto (a mio avviso e nonostante l'approccio di tutti sia stato sincero), se non il violentare la tradizione per "usarla". Essendo un cultore della musica tradizionale sarda, come per tutte le cose del culto l'atteggiamento deve essere quello del rispetto.
Ma stavolta ho detto sì proprio per questa genuinità di approccio che non deve non è naïf ma cosciente, matura nel suo progetto, che vuol dare a quest'isola e non togliere.
Non avrei inoltre accettato se non avessi avuto il sostegno di questi grandissimi musicisti che, pur provenendo da esperienze musicali diverse, hanno risposto con entusiasmo e umiltà.
Il mio lavoro sul film è stato quello di coordinare ed equilibrare gli apporti variegati dei musicisti, lasciando che suonassero ciascuno la propria musica senza tentare avventure contaminative, ma mantenendo una purezza emotiva verso la comune radice tradizionale.


GIANFRANCO CABIDDU

Gianfranco Cabiddu, nato a Cagliari, si forma come musicista nel capoluogo isolano, tra gli studi di musica classica e i gruppi di Jazz dei primi anni '70. Lascia la Sardegna nel 1974 e si trasferisce a Bologna, dove frequenta il DAMS e lavora in gruppi musicali e teatrali. Si laurea in etnomusicologia, con una tesi sulla musica nei rituali di possessione, e compie, in collegamento con una équipe dell'Università di Roma, numerosi viaggi di studio in India e a Bali, occupandosi della documentazione filmata di rituali, danze e spettacoli teatrali.
Nel 1980 si trasferisce a Roma e collabora per alcuni anni con il Centro Teatro Ateneo dell'Università "La Sapienza", curando la documentazione in video di varie iniziative (incontri, seminari, prove, ecc.), a cui partecipano grandi personalità dello spettacolo: Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Dario Fo, Martha Graham, Jerzy Grotowski, Peter Brook, Eduardo De Filippo.
Con quest'ultimo inizia una collaborazione stabile che porta alla registrazione audio de La tempesta di Shakespeare, nella traduzione e interpretazione "per voce sola" del grande uomo di teatro napoletano.
Nel cinema lavora prima come tecnico del suono e poi come regista in diversi documentari, cortometraggi industriali, spot pubblicitari, il suo debutto in film a soggetto è con Disamistade (1989), che riceve il premio Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici e il premio della critica al Festival di Valencia nel 1990.
Con S'Ardia (1993), film antropologico, ritorna a Sedilo, suo paese d'origine, a raccontare la vita di un paese intorno ad una delle feste tradizionali più importanti della Sardegna.
Il Figlio di Bakunìn, il suo secondo film a soggetto prodotto da Giuseppe Tornatore, presentato all'ultimo Festival di Venezia, premio SIAE per la sceneggiatura, Festival di San Vincent (due Grolle d'oro), Festival di Berlino, Mar del Plata, Los Angeles.
In Sonos 'e Memoria sono riunite, in un film di montaggio di repertorio con musiche eseguite dal vivo, le sue due anime di musicista e cineasta che scava nella storia della sua terra d'origine.
Ha in preparazione un nuovo film a soggetto, La bicicletta, coproduzione italo-francese, che sarà interpretato da Philippe Noiret.


FILMOGRAFIA

FILM

1989 "Disamistade", Prod. CLCT - Ist. Luce - RAI 2, con Joaquim De Almeida, Laura Del Sol, Massimo Dapporto, Maria Carta, Lino Troisi, Pablo Alarcon, Giovanni Guidelli. Musiche di Nicola Piovani.
Premio dei Giornalisti Cinematografici Italiani 1988. Premio della critica Festival del cinema mediterraneo, Valencia (Spagna). Premio miglior regista esordiente, Festival del cinema mediterraneo, Valencia (Spagna). Finalista Nastro d’Argento per il miglior regista esordiente, Roma. Finalista per il David di Donatello, miglior regista esordiente, Roma. Premio Cinema e società, Roma.

1992 - Adulti Prod. Penta Group. Cast: Anna Galiena, Alberto Sordi, Stefania Sandrelli, Amanda Sandrelli, Françoise Fabian, Giorgio Gaber, Massimo Dapporto, Ottavia Piccolo. (Film sospeso)

1994 - La Bicicletta Coproduzione Belgio Francia Italia. Sceneggiatura di Furio Scarpelli, Umberto Contarello, Francesco Bruni, Gianfranco Cabiddu, su soggetto di Tony Cecchinato.
Cast: Philippe Noiret. (Film in preparazione).

1997 - Il Figlio di Bakunìn

SCENEGGIATURE

1989 "L'inseguitore Peter H.", tratto dall'omonimo libro di Claudio Lolli.
1991 - "L'amore degli Adulti", dal libro omonimo di Claudio Piersanti, in collaborazione con S. Marcarelli, per Erre Produzioni Cinematografiche
1994 - "L'oro di Fraus" tratto dal libro omonimo di Giulio Angioni.

CORTOMETRAGGI, DOCUMENTARI & TELEVISIONE

1984 "Cartolina" 16 mm, 10', Prod. Rai sede Regionale per la Sardegna.
1986 "I Veleggiatori del Mare" 16 mm, 30', Prod. C.L.C.T. e Regione Sicilia.
1986 "La Quinzaine International du Théâtre" 50', realizzato a Quebec, Canada, Prod. "Télévision du Québec".
1990 - "Cagliari" 16mm, 20'; Prod. Associazione Industriali e Provincia di Cagliari.
1990 - "From a village to 'Paradiso'" 30', Prod. Istituto Luce, RAI 3.
1993 - "Molise" 10' Prod. Istituto Luce e Rai 1.
1993 - "Sardegna" 10' Prod. Istituto Luce e Rai 1.
1993 - "Invest in Sardegna" 15',video, Prod. Supporti Visivi e Camera di Commercio di Cagliari.
1994 -"S'Ardia" 75' video, Prod.Istituto Superiore Etnografico.
1995 - "Sonos 'e Memoria 35mm 24' Prod. Istituto Luce e Regione Sardegna.


PAOLO FRESU


Inizia lo studio della tromba all'età di 11 anni nella Banda Musicale di Berchidda e dopo varie esperienze di musica leggera scopre il Jazz nel 1980 ed inizia l'attività professionale nel 1982 registrando per la RAI sotto la guida del M° Bruno Tommaso e frequentando i seminari di Siena Jazz. Nel 1984 si diploma in tromba presso il Conservatorio di Cagliari e nello stesso anno vince i premi Radio Uno Jazz, Musica Jazz e RadioCorriere TV come miglior talento del jazz italiano.
Nel 1990 vince il premio Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz come miglior musicista italiano, miglior gruppo (Paolo Fresu Quintet) e miglior disco (premio Arrigo Polillo per il disco Live in Montpellier).
Dal 1985 è docente presso i Seminari e i corsi C.E.E. di Siena Jazz, insegna inoltre in altre istituzioni didattiche (San Lazzaro, Terni, Nuoro, Vicenza), e ha tenuto vari corsi o Master Class in Italia e all'estero (Melbourne, Boston, Atlanta...).
Numerosi concerti in Italia e all'estero: Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera, Belgio, Inghilterra, Polonia, Russia, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Giappone, India, Australia, Africa, Medio Oriente.
Ha suonato con molti musicisti italiani e stranieri: F. D'Andrea, G. Tommaso, B. Tommaso, T. Ghiglioni, E. Rava, A. Salis, G. Gaslini, GL. Trovesi, E. Pieranunzi, J. Taylor, K. Wheeler, P. Danielsson, J. Christiansen, G. Mulligan, B. Brookmayer, D. Liebman, K. Berger, D. Holland, R. Beirach, J. Zorn, J. Abercrombie, M. Portal, R. Galliano.....
Ha registrato oltre settanta dischi di cui 12 a proprio nome ed altri come ospite in collaborazioni internazionali (Etichette Francesi, Tedesche, Giapponesi) spaziando in progetti "misti": Jazz - Musica etnica, Word Music, Musica Contemporanea, Classica, ecc.
Dirige le linee artistiche del Festival “Time in Jazz” di Berchidda e del “Eurojazz” (Concorso Internazionale per gruppi emergenti) di Oristano.
Ha coordinato numerosi progetti multimediali collaborando con attori, danzatori, pittori, scultori, poeti, film-maker....
Dirige stabilmente il "Paolo Fresu Quintet" e "Sextet", il duo "Fresu - Di Castri",
l'"Open Trio" (con Di Castri e Taylor), il trio P.A.F. (con Furio Di Castri e Antonello Salis) e il quartetto "Angel" (con Furio Di Castri, Nguyên Lê e Roberto Gatto).

Credits

L'anteprima di prova dello spettacolo dal vivo è stata presentata al Premio Solinas '95, e in quell'occasione Gillo Pontecorvo, direttore del Festival Internazionale del Cinema di Venezia, lo ha scelto come Evento Speciale del Festival di Venezia '95, dedicato al centenario del cinema.
Dopo di allora lo spettacolo è stato presentato con crescente successo a
Milano Teatro Ciak
Nizza Teatro Akropolis
Strasburgo
Cagliari Teatro Comunale
Sassari Teatro Verdi
Sao Paulo del Brasile Teatro Ruth Escobar
Rio de Janeiro Sala teatro Istituto italiano di cultura
Mar del Plata Festival Internazionale del Cinema
Oristano
Tharros
Nuoro - Teatro Le Grazie
Mar del Plata (Argentina) Teatro Comunale

 
     

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