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Ralph Towner & Paolo Fresu
Ralph Towner (ac. guit, effects) – Paolo Fresu (tpt, flh, effects)
Ralph Towner e Paolo Fresu sono due fra i grandi “must” del panorama jazz contemporaneo. Il loro incontro artistico è innanzitutto quello fra due veri e propri mondi sonori, laddove il significato di “suono” deve essere inteso il più letteralmente possibile. Da sempre, infatti, sia quello di Towner – sin dagli esordi con i celebri Oregon ai suoi straordinari lavori solistici incisi per la nobile Ecm – che quello di Fresu, dalle linee del new jazz italiano degli anni Ottanta alle progettualità ethno-world di tanti lavori “tangenziali” di una sorta di musica totale, sono pressoché una sorta di marchio di fabbrica, oggi riconosciuto ed amato da pubblico e critica. Ma questo incontro regala in più una base comune fatta di jazz, etnica, melodia e improvvisazione capaci di fondersi in un linguaggio originale e moderno fatto di poesia, silenzio e pathos.
E’ un progetto fondamentalmente acustico (almeno sul disco ECM di prossima pubblicazione) che però dal vivo usa minimalisticamente ed intelligentemente anche l’elettronica e l’effettistica.
Musica rarefatta e molto interattiva con brani originali, omaggi alla storia del jazz (standard) e momenti di pura improvvisazione. Nella migliore tradizione Ecm e secondo gli ecumenici segnali comuni di due veri e propri architetti del suono moderno.
Ralph Towner
Musical innovation is no easy feat. It not only requires an innate talent, but also a devotion to the art that is not blinded by the commercial glare of the popular culture. Ralph Towner is such an innovator on the modern musical landscape, his ideas ever fresh, though they span a career of more than thirty years.
Best known as the lead composer, guitarist, and keyboardist for the acoustic jazz ensemble "Oregon", Towner has also had a rich and varied solo career that has seen fruitful and memorable musical collaboration with such great modern musicians as Gary Burton, John Abercrombie, Egberto Gismonti, Larry Coryell, Keith Jarrett, Jan Garbarek, and Gary Peacock.
Towner was born in Chehalis, Washington on March 1st, 1940 into a musical family, his mother a piano teacher and his father a trumpet player. Towner and his siblings were raised in a nurturing and empowering environment that encouraged free musical experimentation and expression. In 1958, Towner enrolled in the University of Oregon as an art major, later changing his major to composition. He soon thereafter met bassist Glen Moore who would become a lifelong musical partner in the band Oregon.
It was about this time that Towner discovered the early LPs of Bill Evans, whom Towner emulated and whose influence he began to incorporate into his own piano style and composition. It was not much longer until Towner also bought a classical guitar on a lark and became entranced enough with the instrument that the early 1960s saw him heading to Vienna to study classical guitar with Karl Scheit. In 1968 Towner moved to New York City and immersed himself in the New York jazz scene, eventually landing a position with the Paul Winter Consort where the friendships and musical partnering with Glen Moore, Paul McCandless, and Collin Walcott were forged, a musical chemistry which was destined to alchemize into the band Oregon. Paul Winter also bestowed Towner with his first 12-string guitar. Towner has since coaxed the 12-string into imbuing his work with such a characteristic uniqueness that most jazz fans, given the two keywords "12-string" and "jazz" would immediately blurt the name Ralph Towner.
Towner’s working relationship with producer Manfred Eicher of ECM Records began in 1972 and would provide a forum for his growth as a leader and collaborator with other jazz giants, all while concomitantly breaking open musical frontiers with Oregon throughout the intervening years. ECM’s roster of low-volume acts was decidedly contrary to the amplified popular zeitgeist of the era, and provided Towner an opportunity to connect and create with some of the more iconoclastic and innovative artists of the musical culture in the 1970s. Towner’s ECM years also saw his most minimalist, yet most bold, endeavor. “Solo Concert”, released in 1980 on ECM, was conceptually elemental, a solo live guitar recital. Yet, no one to date had ever synthesized classical contrapuntal composition with improvisational and oddly-metered jazz like this before, especially in such a risky arena as a live performance. Such solo work would later become Towner’s signature on recordings such as "Ana" and "Anthem", or augmented only by Gary Peacock’s bass on "Oracle" and "A Closer View".
Like any true artist, however, experimentation with technology was simultaneously and paradoxically leading Towner away from this bare-bones approach to composition and performance in 1983 when he began to incorporate the Prophet 5 keyboard synthesizer into his compositions, both with Oregon and his ECM recordings. The Prophet 5 afforded an entirely new dimension to his writing, as well as to the brazen and quirky character of the "free-form" improvisatory pieces for which Oregon had become infamous.
Ralph Towner (Chehalis (USA), 1 marzo 1940) è un chitarrista e musicista statunitense.
Oltre a suonare la chitarra, suona il piano, il sintetizzatore, le percussioni e la tromba.
Ha realizzato una serie di importanti registrazioni di jazz, musica classica, musica folk, e world music. Cominciò la sua carriera come chitarrista classico e successivamente, alla fine degli anni 60, si unì al gruppo (Paul Winter Consort) diretto dal pioniere della world music Paul Winter. Più tardi insieme ad alcuni musicisti del Paul Winter Consort, Paul McCandless, Glen Moore, e Collin Walcott, Towner lasciò il gruppo per fondare, nel 1970 il gruppo degli Oregon, che nel corso degli anni 70 registrò alcuni importanti album che mescolavano la musica folk, con la musica classica indiana e con la libera improvvisazione jazzistica. Nello stesso periodo Towner cominciò la sua lunga collaborazione con la casa discografica ECM, con la quale pubblicò praticamente tutta la musica ad eccezione di quella realizzata con gli Oregon. Towner è apparso molte volte con altre formazioni, come ad esempio con il famoso gruppo Weather Report nell'album del 1972 I Sing the Body Electric.
Towner attualmente vive in Italia, a Roma.
Paolo Fresu
La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l'amore per le piccole cose e Parigi. Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un'incredibile e veloce crescita stilistica.
Paolo Fresu c'è riuscito proprio in un paese come l'Italia dove - per troppo tempo - la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong è stato poco più che fenomeno da baraccone di insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto "nero" e bravo ben dopo gli anni di massima creatività.
La "magia" sta nell'immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua appunto magica terra nella più preziosa e libera delle arti.
A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c'è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole "naturalmente" nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l'enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre.
Il presente di Paolo è – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui.
Oggi è fatto del suo storico quintetto che sta per girare la boa dei 25 anni di piena collaborazione e stima reciproca, ma è anche quello del quartetto “Devil”, pronto a riscattare – con un nuovissimo cd - i successi del celebrato “Angel” che impose Paolo all’attenzione europea più o meno una decina di anni fa.
Crescono poi le importanti realtà contemporanee: il duo con Uri Caine (gli ultimi appuntamenti concertistici sono stati un vero e proprio trionfo con altrettanti esauriti in tutto il paese) e la collaborazione con Carla Bley e Steve Swallow (la grande signora del jazz moderno si è letteralmente innamorata del suono di Paolo e nel lavoro discografico dei suoi “Lost Chords” ci sono anche diverse composizioni scritte appositamente da Carla per Paolo) sono soltanto alcune di queste.
Il suo presente più attuale lo vede attivo, in ottica più esterofila, in trio con Richard Galliano e il pianista svedese Jan Lundgren (“Mare Nostrum”) e in diverse nuove avventure con nuovi importanti nomi dell’entourage jazzistico contemporaneo quali Omar Sosa, Gianluca Petrella, il coro polifonico corso “A Filetta”, e – ancora – con Dhafer Youssef e Eivind Aarset. Interessanti sono poi i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Milena Vukotic) oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane. Musica per il Cinema e “progetti speciali” come il suo straordinario “a solo” teatrale che ha paralizzato 3.000 spettatori all’Auditorium di Roma o un incantato teatro Metastasio a Prato chiudono il cerchio.
Anche se sarebbe un errore dimenticare le strizzatine d’occhio verso il mondo “classico” che potrebbero presto riservare sorprese con lavori ad hoc in cui possono venire coinvolti quartetti d’archi che guardano avanti e grandi eroi dell’avantgarde music.
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