solo

ingrandisci
GIANLUCA PETRELLA
“ solo “


What's the future of jazz? Is it dead?
Everytime we start to worry about that, some wonderful musicians come along to remind us it is not. This year alone the debut records by Gianluca Petrella and Robert Glasper are some of the freshest music I've heard in a long time.
I do think appreciation for jazz everywhere in the world is not as strong as it used to be. But that runs in cycles.
Michael Cuscuna
(da un’intervista raccolta da Federico Scoppio)


* * * * *
GIANLUCA PETRELLA
VINCE IL REFERENDUM DI DOWN BEAT 2006

Gianluca Petrella ha significativamente fatto registrare al jazz italiano un successo senza precedenti.
Il musicista pugliese ha infatti conseguito la vittoria dell’importante referendum annuale “Critic’s Pool” organizzato per la 54° volta dal jazz magazine di riferimento “Down Beat”, nella categoria “Rising Stars”, piazzandosi al primo posto della categoria trombonisti.
Si tratta della prima affermazione assoluta di un musicista italiano nella storia del referendum.
(Agosto 2006)



Gianluca è nato a Bari nel marzo del '75, si è diplomato al Conservatorio della sua città con il massimo dei voti nel '94. Nel '93 inizia una lunga collaborazione con il sassofonista Roberto Ottaviano che lo ha inserito nel suo ultimo progetto discografico. Il progetto vede inoltre protagonisti Michel Godard (tuba), Tom Varner (corno), Marcello Magliocchi (percussioni). Sempre nel '93 partecipa ad un altro progetto discografico che lo vede ospite assieme al sassofonista americano Greg Osby. Nel '95, come primo trombone nella O.F.P. Orchestra, ha suonato sotto la direzione di Carla Bley, Steve Coleman e Bruno Tommaso. Ha partecipato alla compilation "Italian Jazz Today" prodotto da "Musica Jazz" e allegato alla rivista del Gennaio '96. Nel '97 trascorre un periodo in Germania dove ha suonato con diversi musicisti tedeschi ed olandesi. Attualmente collabora con Enrico Rava (di cui è colonna portante del quintetto), Roberto Gatto, Cristina Zavalloni e Paolino Dalla Porta e le rispettive formazioni. Nella lista delle collaborazioni con musicisti internazionali: Steve Swallow, Joy Calderazzo, Jimmy Owens, Greg Osby, Carla Bley, Gerard Pansanel, Klaus Suonsaari, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Joel Allouche, Lester Bowie, Sean Bergin e Hamid Drake. Collaborazioni con musicisti italiani: Enrico Rava, Roberto Gatto, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Roberto Ottaviano, Paolino Dalla Porta, Paolo Fresu, Danilo Rea, Maurizio Gianmarco, Flavio Boltro, Salvatore Bonafede, Enzo Pietropaoli, Piero Leveratto e altri. Ha partecipato a numerosi Festival tra cui: Iseo '95, Festival internazionale di Bolzano '96, Talos Festival Ruvo '96, Toronto '97, Vancouver '97, Edmonton '97, Calgary '97, Montreal '97, Hessen jazz Idstein '97, Worms Jazzt '97, Leipzig ‘02.
Nel 2000 è stato membro dell’ “Orchestra National de Jazz” diretta da Paolo Damiani.
Nel 2001, Gianluca ha vinto il referendum “Top Jazz” indetto dalla rivista Musica Jazz quale miglior “nuovo talento nazionale” e ha raccolto un prestigioso “award” per l’importantissimo “Django d’Or” internazionale, sempre in qualità di “miglior talento” europeo.
E’ del 2004 la svolta, come leader e l’importante contratto discografico che lo lega con Emi/Blue Note.
Attualmente è attivo con il suo Indigo 4 (con Francesco Bearzatti, Paolino Dalla Porta e Fabio Accardi), il “Bread & Tomato Trio” accanto a Michele Papadia e Fabio Accardi, il duo con Furio di Castri e quello con Antonello Salis oltreché – saltuariamente – con il progetto “Domino Quartet” che lo affianca a Sean Bergin, Antonio Borghini e Hamid Drake.
E’ artista dell’anno, nel “Top Jazz” della rivista “Musica Jazz” per il 2005, nonché – vedi sopra – vincitore del 54° Down Beat Critics Pool, quale miglior trombonista nella categoria “Rising Star” .

solo

Un solo luogo. Senza un attimo di pausa. Che varia: a seconda degli strumenti (acustici e non convenzionali: vedi ad esempio l’uso di un semplice tubo oppure altri ancora, inventati al momento e con i materiali scovati sul luogo della rappresentazione) e capace di giocare su strutture melodiche ed armoniche glissando o evitando i pattern che il jazz ha divulgato, passando attraverso pura e semplice “rumorosità” o suoni apparentemente senza un senso. Una sorta di scelta dada, in grado di utilizzare nuove strade, nuovi sensi, nuovi odori musicali. Il tutto santificato nel nome del blues, magari suonato con la melodica e sfruttando al massimo la location che ospita l’evento, correlandosi con lo spazio scenico, sia questo il pavimento di un palcoscenico teatrale o il prato di un altopiano dolomitico. Coinvolgimento assicurato e tanta, tanta voglia di “convivere” quello che – in tutto e per tutto – vuole essere una ecumenica scelta di interplay totale fra un artista, il suo particolare strumento e il pubblico.



 
     

[ Progetti / Tour ]  [ Artisti ]  [ Proposte concerti ]  [ Info ] 

P.iva: 0065466216