Il rito e la Memoria

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IL RITO E LA MEMORIA

PAOLO FRESU
ALBORADA STRING QUARTET (ANTON BEROVSKI, SONIA PEANA, NICOLA CIRICUGNO, PIERO SALVATORI)
DIEDERIK WISSELS
DHAFER YOUSSEF (ELENA LEDDA)
CUNCORDU DI CASTELSARDO - CUNCORDU E TENORE DE OROSEI -
SU CUNCORDU 'E SU ROSARIU DI SANTULUSSURGIU

L’incontro fra Paolo Fresu e il quartetto d’archi “Alborada” (uno tra i più ricettivi e con tendenze “avantagarde” che il panorama contemporaneo italiano annoveri tra le proprie fila) è la testimonianza dell’onnivoracità del trombettista di Berchidda, sempre pronto a misurare la sua ormai riconosciuta freschezza e naturalezza artistica con un mondo “classico” che lo attira a tal punto da rendere quasi sicura, una prossima nuova produzione discografica ad esso collegata.
Partendo da nomi “sacri” come quelli di Claudio Monteverdi, Eric Satie o il più moderno Arvo Pärt, passando attraverso trascrizioni di musica tradizionale, anche particolarissime come quelle del “Miserere” e del “Credo” rivisitate originalmente in collaborazione con il coro polifonico sardo “Su Concordu 'e su Rosariu” di Santulussurgiu, sino, ancora, a composizioni originali di Paolo e altri componenti il gruppo, il cammino musicale si snoda lungo l’asse di nuove avventure sonore, per approdare ad un progetto certamente ambizioso, che è poi quello di suonare composizioni commissionate ad importanti autori contemporanei della musica colta e del cinema.
Il risultato – come recitano le recensioni sin qui raccolte - parla di un’eccitante verifica del mondo musicale più nobile, visto attraverso le lenti moderne dei più vivi percorsi sonori contemporanei e le estreme libertà che la musica jazz porta da sempre con sé.
Musica sicuramente “per immagini”, tanto è vero che il mondo del cinema si è più volte interessato al progetto, usufruendone in più occasioni. “Scores” è il titolo di un cd, pubblicato da CAM Records, che raccoglie due colonne sonore scritte da Paolo per “Il più crudele del giorni” di Ferdinando Vicentini Orgnani, dedicato alla vicenda della giornalista Ilaria Alpi e per “L’isola” di Costanza Quatriglio, sicuramente in debito diretto con l’idea originale di questo progetto per tromba e quartetto d’archi. Praticamente con lo stesso organico è stata inoltre incisa la colonna sonora del film di Valia Santella “Te lo leggo negli occhi”, prodotto da Nanni Moretti e Angelo Barabagallo per la Sacher Film e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2004.

Partendo da questa esperienza ed amplificando il lavoro d’immagine nel campo dell’etnomusicologia, Fresu ha voluto unire questa straordinaria esperienza con il nobile mondo della tradizione vocale della sua terra e, lavorando su questa base, ha recentemente creato l'idea di un progetto che ampliasse le radici della ricerca, utilizzando più da vicino il mondo del canto tradizionale sardo e - grazie all'invito fatto da Paolo alcuni anni orsono a Berchidda (in occasione di un concerto tenuto a Ferragosto nel corso del festival "Time in Jazz"), a tre fra le più prestigiose confraternite polivocali della sua terra - si è reso possibile un incontro che, sino a pochi anni fa, sarebbe sembrato impossibile.

L'avventura, coordinata dal compositore, pianista ed arrangiatore olandese Diederik Wissels e talvolta eccezionalmente arricchita della presenza delle straordinarie voci soliste di Elena Ledda o di Dhafer Youssef, viene raramente presentata in questa forma e, grazie ad un particolare programma appositamente studiato per l’occasione, riesce regolarmente a colpire nel segno del sentimento e della sensibilità assoluta.

* * * *

Nato nel 1996, il Quartetto d'archi Alborada lavora su un repertorio che privilegia la musica barocca e la musica del novecento con particolare attenzione agli autori minimalisti e uno spazio per le composizioni originali per l'ensemble.
Fin dall'inizio l'attività del quartetto si è sviluppata in due direzioni distinte ma tra loro correlate: da un lato l'attività quartettistica alimentata dalla ricerca e dallo studio in funzione di un continuo arricchimento del repertorio, dall'altro le collaborazioni a progetti attivi nel panorama della musica Jazz contemporanea.
Tra questi il Trio jazz di Teo Ciavarella, con il quale si è esibito in Germania, presso il Teatro Comunale di Ferrara, l’Absidale di S. Lucia di Bologna.
Nel '96 ha preso parte con altre musiciste al festival di Vignola Jazz in it con i solisti Eugenio Colombo e Michel Godard (musiche di Eugenio Colombo, Giancarlo Schiaffini, Bruno Tommaso ed altri).
Dall'aprile '98 è impegnato nel progetto Voyage en Sardaigne di Enzo Favata, che unisce suggestioni etniche con influenze jazz e profumi new age ed è stato presentato a Francoforte per il 30° Deutsches Festival, a Torino nell'Auditorium del Lingotto, al Teatro Toniolo di Mestre nell'ambito della rassegna Musica & Linguaggi, in tutte le più importanti città italiane e con una tournee in Sardegna.
Ha collaborato al progetto "Heartland" di David Linx, Diederik Wissels e Paolo Fresu. Attualmente il quartetto collabora con Paolo Fresu, Stefano Battaglia, Dhafer Youssef.
Ha partecipato alla realizzazione della colonna sonora del film L'age d'or di L. Bunuel nell'ambito della rassegna Musique Lumiere nel 1997, in seguito ha preso parte a numerose rassegne nazionali e internazionali.
Ha collaborato come turnista in studio per la casa discografica Fonoprint di Bologna, registrando colonne sonore per il cinema e cd di artisti quali: Lucio Dalla, Samuele Bersani, Irene Grandi, Andrea Baccelli e altri ancora.
Ha partecipato a trasmissioni televisive per la RAI in prima serata, fra cui Mezzanotte angeli in piazza con Andrea Mingardi, Fausto Leali e Amy Stewart, Taratatà con Lucio Dalla e Iskra Menarini.
Ultima é la registrazione della colonna sonora del film sulla vicenda della giornalista Ilaria Alpi dal titolo ”Il più crudele dei giorni”, prodotto dalla RAI e la Lancia per la regia di Ferdinando Vicentini Orgnani e con musiche di Paolo Fresu.
L’usuale repertorio della formazione abbraccia opere di John Dowland, Carlo Gesualdo principe di Venosa, Johann Sebastian Bach, Erik Satie, Michael Nyman, Arvo Pärt, Karl Jenkins, Alberto Ginastera, John Cage, Astor Piazzolla, Philip Glass, Morton Feldmann, musiche originali scritte e arrangiate dal quartetto e da numerosi musicisti.

Anton Berovski, violino
Ha iniziato giovanissimo lo studio del violino al Liceo Artistico (conservatorio) di Tirana, per poi proseguirli preso L’Accademia delle Belle Arti di Tirana , dove si diploma con risultati eccellenti.
Ha studiato dapprima in Italia, presso la Scuola di Musica di Fiesole e all’Accademia Musicale Chigiana di Siena con il maestro P. Faruli ed ottenendo il diploma di merito, come primo violino del quartetto “Tirana”
Il suo perfezionamento prosegue in Olanda con il quartetto “ Amadeus “, prosegue in Francia dove segue i corsi tenuti dal quartetto “ Ysaye “ preso L’Accademia Musicale Villecrous , prosegue nel festival “ Il de France “ dove si perfeziona con quartetto “ Alban Berg “ e in particolare con il maestro V. Erben.
In qualità di solista. Ha suonato in importanti festival e rassegne tra i quali: Festival di " Il de France " (Francia) di "Kelkrade " (Olanda) , di " Ohrid" (Macedonia), di Skopie (Macedonia) di "Dubrovnik" (Croazia ), Toscana delle culture festival (Italia) ecc., presentando un vasto repertorio di concerti per violino e orchestra, per violino e pianoforte e musica da camera, ( Vivaldi, Mozart, Bach, Beethoven, Hajdn, Brams, ecc.).
Ha al suo attivo numerosi concerti sia come solista che in gruppi da camera in Italia, Francia, Inghilterra, Svezia, Svizzera, Germania, Japone, Macedonia, Croazia, Albania, Libia, Grecia, Turchia ecc.
In qualità di primo violino di spalla, ha lavorato presso L’Orchestra Sinfonica del Teatro dell’Opera di Tirana (1985-1999), L’Orchestra “Des Jeunes de toute Europe” ( Fondazione Menuin ) Francia ( 1991 ) , L’Orchestra Filarmonica di Skopie Macedonia (1995), L’Orchestra “ Nova Amadeus “ Roma, L’Orchestra da camera di Bologna, L’Orchestra da camera di Ravenna, L’Orchestra sinfonica D. Alighieri, L’Orchestra “Dimi” Roma, ecc.
Ha inciso per la RAI, RT-Skopie, RTA, Radio SDR, Radio Stoccolma, Radio Genève. Ecc.
Ha preso il primo premio di musica da camera di Durrazzo Albania, Premio speciale della giuria nel concorso internazionale di quartetti d’archi “Evian” Francia.
Il famoso M° Pierre Dervaux ha citato Anton Berovski come
<<Il brillante “violon solo” ( primo violino di spala ) dell’Orchestre des jeunes de toute L’Europe ».

Sonia Peana, violino
Nata ad Alghero (SS), ha iniziato lo studio del violino all'età di sei anni e si è diplomata presso il Conservatorio "L. D'Annunzio" di Pescara sotto la guida del M° Franco Mezzena.
Si è perfezionata all'Accademia Musicale di Pescara e ha frequentato numerosi corsi tra i quali quelli tenuti da: Boris Belkin (all'Accademia Chigiana), Rovighi (specialista in musica barocca), ed Enzo Porta col quale ha seguito un corso annuale sulla musica contemporanea.
Ha anche seguito i corsi jazz dei seminari di Nuoro,uno stage con Uri Caine e i corsi annuali con Bruno Tommaso e Giorgio Gaslini.
Si è trasferita a Bologna, per laurearsi al D.A.M.S. (Musica).
Svolge un'intensa attività concertistica sia come solista che come camerista, tenendo concerti in Italia e all'estero.
Collabora come solista con numerosi artisti: Andrea Boccelli, Stefano Nosei,ecc.
Ha inciso con varie orchestre e altre formazioni, numerosi CD di musica classica, contemporanea, word music e jazz. E' presente in molte colonne sonore per il cinema e la televisione, ha partecipato a numerose trasmissioni per la RAI radiotelevisione con artisti come Evya, Lucio Dalla, Ami Stewart, Iskra Menarini, Cheryl Porter ecc.
Ha fondato il Quartetto Alborada che collabora con artisti quali: Paolo Fresu, Stefano Battaglia, Dhafer Youssef, David Linx, Diederik Wissels, Eugenio Colombo, Michel Godard.
Suona un Giuseppe Dall' Aglio del 1803.

Nico Ciricugno, viola
Nato nel 1973, ha conseguito brillantemente il diploma in viola nel 1996 sotto la guida del M° Silvio Di Rocco presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.
Ha frequentato l’Accademia Musicale Pescarese e diversi corsi di perfezionamento (Lanciano, Ravello).
Come Prima Viola ha collaborato con diverse formazioni cameristiche e sinfoniche esibendosi in importanti sale da concerto: Auditorium Parco della musica di Roma, sala G. Verdi del Conservatorio di Milano nell’ambito delle “Serate Musicali”, Orchard Hall di Tokyo, Sankey Hall di Osaka, St. Michel Theatre di Bruxelles, Koningin Elisabeth Saal di Anversa, Pavillhão Atlantico di Lisbona, Dietheater Künstlerhaus di Vienna.
Numerose anche le sue collaborazioni con artisti di chiara fama: M. Maisky, M. Quarta, B. Canino, Y. Grubert, R. Bruson,
C. Rossi, A. Diaz, sotto la guida di prestigiosi direttori come R. Muti e G. Khun.
Inoltre, il suo interesse per il jazz lo ha portato ad esibirsi con artisti come P. Fresu e S. Di Battista.
Suona con il Global Music Nonetto di G. Occhipinti con il quale ha partecipato a diversi festivals (“Music on Music” di Vienna, “Jazz à Luz”) e inciso per la casa discografica Between the lines.
Ha inciso inoltre per Bongiovanni, BMG e Sony.
Come solista ha registrato alcune colonne sonore per RAI e Mediaset.
Attualmente ricopre il ruolo di Prima viola nell’orchestra DIMI.

Piero Salvatori, violoncello
Nato a Roma, studia e si diploma con il M° Ferdinando Calcaviello.
Prosegue gli studi con diversi artisti internazionali vincendo concorsi e borse di studio.
Svolge un'intensa attività concertistica sia come camerista che come 1° violoncello con diverse orchestre italiane.
Collabora come solista con numerosi artisti tra cui: Claudio Baglioni, Renato Zero, Lucio Dalla, Gino Paoli.
Incide assoli per colonne sonore di film e di teatro.
Suona un Vincenzo Postiglione del 1869.

Diederik Wissels, piano e direzione
Diederik Wissels ha studiato musica al celebre "Berklee College of Music" di Boston con insegnanti del calibro di Kenny Drew (Miles Davis e John Coltrane) e John Lewis (Modern jazz Quartet).
Olandese, è da anni una delle figure predominanti della scena jazz dei Paesi Bassi e primo nome ad essere nominato se si parla di jazz a Bruxelles. Il suo stile compositivo è estremamente creativo, dannatamente arricchito da una buona componente di virtuosismo allo strumento. Viene spesso paragonato a Bill Evans ed avvicinato ai mondi sonori di Jan Garbarek: due mondi differenti che appunto sembrano unirsi nelle sue prospettive, pronte a sondare e analizzare quel particolare territorio “beyond jazz”, ben conosciuto dagli ultimi 20 anni della storia del jazz statunitense.
Da molti anni è ritenuto uno dei migliori musicisti dell’area dei Paesi Bassi. Collabora stabilmente con il cantante David Linx ed è sempre più spesso a fianco di Paolo Fresu in occasione di progetti particolari come ad esempio nel campo della colonna sonora.

Dhafer Youssef, voce e oud
(dalle note di presentazione del duo Fresu – Youssef)

L’incontro fra uno dei più amati trombettisti del jazz moderno e il nuovo nome dell’ethno jazz contemporaneo è uno di quelli che possono davvero promettere scintille. Caposaldo dell’unione artistica fra Paolo Fresu e Dhafer Youssef è la naturalezza. Quella squisitamente musicale, capace di forgiare – nel grande crogiuolo della creatività – i suoni moderni di uno strumento principe dell’area jazzistica quale la tromba e quelli magici e per certi versi onirici del “sacro” oud, il liuto arabo, oggi tanto di moda anche grazie alle “avventure artistiche” di gente del calibro di Rabih Abou Khalil e Anouar Brahem.
In gioco, c’è anche però – sullo stesso importante livello – l’incredibile naturalezza dei musicisti attori di questo vero e proprio evento.
Due anime mediterranee capaci di guardare lontano e di trasmettere e comunicare. Radici “vere” e dannatamente espressive, ricche dei colori e delle poesie della Sardegna di Fresu e dei colori e dei silenzi dell’Africa tunisina di Youssef, “filtrati” da anni di frequentazioni europee. Estremamente naturali e dirette, come le cose più naturali e dirette dei paesaggi musicali raccontati.
Con, in più, l’incredibile estensione vocale di Dhafer, vero prodigioso motore di un’avventura sonora che ha poche altre similitudini.

Dhafer Youssef è nato a Teboulba in Tunisia, ha studiato canto e liuto, iniziando la sua carriera a Vienna. Ha suonato nei più importanti teatri e festival per liuto in molti paesi europei, proponendo anche brani della tradizione islamica. Ha lavorato con Markus Stockausen, Wolfang Puschnigg, Bill Laswell, Jamey Haddad, Tom Cora. Vive a Parigi.

Elena Ledda, voce
Nata a Selargius, ELENA LEDDA proviene da una terra, la Sardegna, assai prodiga di grandi interpreti e musicisti eccellenti, capaci di promuovere con coerenza il patrimonio culturale dell'isola senza rinunciare a rinvigorirlo con i suoni della contemporaneità. La LEDDA non fa eccezione e con questo suo Maremannu si pone, senza dubbio, come l'artista isolana che in questo momento meglio rappresenta il connubio antico/moderno.
Il nuovo progetto, curato e coordinato da MAURO PALMAS (in sodalizio artistico con la LEDDA sin dai tempi degli ensemble Suonofficina e Sonos), e messo in lavorazione in Germania sotto l'accorta produzione di Friedemann Witecka, raggiunge un perfetto equilibrio tra brani di tradizione e sonorità world. La voce di ELENA LEDDA, non solo versatile ed espressiva, ma anche potente e aggressiva, si eleva con sapienza e sensibilità su questa materia sonora, procurando intense emozioni. Numerosi i testi scritti ex novo da MICHELE PIO LEDDA, che con capacità e inventiva riesce a raccontare l'oggi mettendo sulla pagina versi allo stesso tempo carichi di sentimento e di quotidianità. È una base lirica viva ed esuberante che, assieme alla intensa religiosità delle litanie del Rosario e alla sentita spiritualità di Pregadoria, consentono alla vocalità della LEDDA di esprimersi creativamente al meglio, agendo in simbiosi con le parole anziché "contro". Libera da moduli espressivi stantii e da costrizioni di maniera la LEDDA può così prodursi in una coinvolgente performance capace di mettere in mostra non solo il suo talento (che è considerevole), ma anche l'esperienza maturata nei contesti più diversi lungo tutta la sua carriera. Coloriture, sfumature e inflessioni vocali si susseguono senza sosta, in un caleidoscopio di situazioni che hanno la capacità di catturare l'ascoltatore e proiettarlo in uno spazio indefinito, lontano e misterioso e nello stesso tempo intimo e carico di identità.
L’album Maremannu, elogiatissimo dalla critica, ha raggiunto le prime posizioni in Germania nella "World Music Top 30". In Francia ha ricevuto il prestigioso premio "Choc" ("Le Monde de la muique" settembre 2001) e il premio "Bravo" ("Trad Mag" settembre 2001).

Cuncordu di Castelsardo
Angelo Cavaglieri: bogi
Matteo Santoni: falsittu
Giovanni Pinna: contra
Salvatore Tugulu: bassu

La polivocalità religiosa della Sardegna trova una delle sue più alte espressioni in questo gruppo dallo straordinario rigore esecutivo, frutto di una robusta coesione tra i suoi componenti cementata in vent’anni di attività. Il suo repertorio è interamente basato sui canti devozionali di Castelsardo, un paese sul mare nella regione dell’Anglona, nella parte settentrionale dell’isola; paese dalla storia antica, dove la tradizione del canto polifonico è vivissima, così come quella dell’uso del sardo arcaico.
Cantando per anni nelle processioni della settimana santa, il coro ha contribuito a mantenere viva la trasmissione di un canto che si tramanda oralmente, e senza interruzioni, dal 1500. Un retaggio prezioso che il Cuncordu di Castelsardo ha portato in giro per teatri e chiese in Italia e all’estero, suscitando l’interesse di prestigiosi musicologi, come il francese Bernard Lortat-Jacob. Da sottolineare la collaborazione dei quattro cantori con il sassofonista algherese Enzo Favata, testimoniata dal cd Boghes and voices e da alcune tracce di Voyage en Sardaigne e Made in Sardinia.


Cuncordu e Tenore de Orosei
Patrizio Mura: voche (cuncordu e tenore)
Massimo Roych: voche (cuncordu)
Piero Pala: mesuvoche (cuncordu e tenore)
Luca Frau: cronta (cuncordu e tenore)
Mario Siotto: bassu (tenore)

Nel vasto panorama della musica vocale in Sardegna, questo gruppo occupa un posto di primo piano per le peculiarità del suo repertorio, che abbraccia entrambe le forme della tradizione canora di Orosei: quella profana “a tenore” e quella sacra “a cuncordu”. Nel paese della Baronia, sulla costa centro-orientale dell’isola, le due modalità di canto non hanno conosciuto momenti di abbandono: il contatto dei cantori più giovani con gli anziani ha saputo mantenere viva la tradizione.
Il Cuncordu e Tenore de Orosei nasce nel 1978 e può vantare un curriculum denso di esperienze, con collaborazioni importanti, tante apparizioni sui palchi di festival e rassegne in Italia e all’estero, ed un’apprezzabile discografia.
Nel 1994 registra il suo primo cd di musica sacra e due anni dopo quello dedicato invece al repertorio profano. L’incontro, nel 1997, col produttore tedesco Stefan Winter frutterà quattro dischi per la sua etichetta discografica (la Winter&Winter), compresi Colla Voche, con il violoncellista Ernst Reijseger e il percussionista Alan “Gunga” Purves, e un doppio cd accompagnato da un ampio libretto nel quale è tradotto in sei lingue tutto il repertorio sacro e “a tenore” di Orosei.
Oltre a collaborazioni con vari protagonisti della musica popolare sarda - da Luigi Lai a Totore Chessa ai Tenores di Bitti - il gruppo conta diverse esperienze al di fuori della tradizione pura, come il progetto Voyage en Sardaigne del sassofonista Enzo Favata, e alcuni lavori di compositori classico-contemporanei come Vittorio Montis, Riccardo Dapelo e Andrea Saba.

Su Cuncordu 'e su Rosariu di Santulussurgiu
Antonio Migheli: oghe
Roberto Iriu: contraltu
Mario Corona: contra
Giovanni Ardu: bassu

La magica fusione tra il canto liturgico colto e quello popolare arcaico caratterizza il repertorio canoro di Santulussurgiu, paese del Montiferru, sul versante centro-occidentale della Sardegna. Depositario di una tradizione orale plurisecolare, questo straordinario coro affonda le sue origini negli inizi del diciassettesimo secolo, quando i Domenicani di Sassari fondarono a Santulussurgiu la Confraternita del Rosario, che ha curato fin da allora i riti sacri della Settimana Santa e i canti corali per le sue funzioni.
Il coro attuale - con Giovanni Ardu (bassu), Mario Corona (contra), Antonio Migheli (oghe) e Roberto Iriu (contraltu) - è titolare del canto dal 1976, e vanta un’ampia serie di partecipazioni a concerti e seminari. I suoi canti sono stati innestati con successo in opere liriche e concerti di musica barocca, ma anche in lavori di musica contemporanea (Cuncordia, passione seconda di Marcello Pusceddu) e in progetti come Sonos ‘e memoria - ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu con la direzione musicale di Paolo Fresu - e EthnoGrafie – firmato dallo stesso trombettista berchiddese – che affiancano musicisti, strutture e repertori della tradizione sarda, del jazz e di altre culture musicali.


ENGLISH VERSION

The meeting between Paolo Fresu and the strings quartet “Alborada” (one of the most receptive and with “avant-garde” tendencies of the contemporary Italian scene) is the testimony of the omni voracity of the trumpet player from Berchidda, always ready to measure his by now acknowledged artistic freshness and naturality with a “classic” world which attracts him so much than we can take almost for granted a future recording production related to it.
Starting from “sacred” names such as Claudio Monteverdi, Eric Satie or the more recent Arvo Pärt, passing through transcriptions of traditional music, even very uncommon like the ones of the “Miserere” and the “Credo” originally revisited in collaboration with the Sardinian polyphonic choir “Su Concordu 'e su Rosariu” from Santulussurgiu, passing also through original compositions by Paolo and other group members, this musical path develops along the axis of new acoustic adventures, coming to a project which is surely ambitious: playing compositions commissioned to important contemporary authors of cultured music and cinema.
The result – as told by the reviewers so far – talks about an exciting verification of the noblest musical world, seen through the modern lenses of the most alive musical route of today and the extreme freedom that jazz music always brings.
Surely music “by images”; in fact the cinema world very often showed interest for the project, making use of it in many occasions. “Scores” is the title of a CD, published by CAM Records, collecting two soundtracks written by Paolo for “Il più crudele dei giorni” by Ferdinando Vicentini Orgnani, dedicated to the story of the reporter Ilaria Alpi, and for “L’isola” by Costanza Quatriglio, that is strongly related for sure with the original idea of this project for trumpet and strings quartet. Almost the same line-up recorded the soundtrack of the movie “Te lo leggo negli occhi” by Valia Santella, produced by Nanni Moretti and Angelo Barabagallo for Sacher Film company and presented at the "Mostra del Cinema" of Venice in 2004.

Starting from this experience and amplifying the image work in the field of ethno-musicology, Fresu wanted to join this extraordinary experience with the noble world of the vocal tradition of his land, and working on this basis he recently created the idea of a project which could widen the roots of the research, by using more closely the world of Sardinian traditional singing and – thanks to Paolo's invitation to three of the most glamorous poly-vocal confraternities of his land, some years ago in Berchidda, for a 15th August concert within the festival "Time in Jazz" – this made possible a meeting that seemed impossible just a few years ago.

The adventure, coordinated by the Dutch composer, pianist and arranger Diederik Wissels and sometimes exceptionally enriched by the presence of the extraordinary solo voices of Elena Ledda or Dhafer Youssef, is rarely presented in this form and, thanks to a particular program studied just for the occasion, regularly reach the goal of the feelings and absolute sensibility.

* * * *

Born in 1996, the Strings Quartet Alborada works on a repertoire which privileges baroque music and music of twentieth century with particular attention to minimalist authors, leaving also some space for the original compositions of the ensemble.
Since their beginnings the quartet's activity developed in two distinct but linked directions: on one side the activity powered by research and study, targeted to a continuous enrichment of the repertoire, on the other the collaborations to projects in the contemporary jazz area.
Among the latter ones, they played with the Jazz Trio by Teo Ciavarella in Germany, at the "Teatro Comunale" of Ferrara, and the Apsidal of S. Lucia in Bologna.
In '96 with other musicians they played at the Jazz in it festival in Vignola with soloists Eugenio Colombo and Michel Godard (music by Eugenio Colombo, Giancarlo Schiaffini, Bruno Tommaso and others).
Since April '98 they are involved in the project Voyage en Sardaigne by Enzo Favata, which joins ethnic evocations with jazz influences and new age essences, presented in Frankfurt for the 30th Deutsches Festival, in Turin at the "Auditorium del Lingotto", at the "Teatro Toniolo" in Mestre for the Musica & Linguaggi festival, and in all the most important Italian cities including a tour in Sardinia.
The quartet worked for the project "Heartland" by David Linx, Diederik Wissels and Paolo Fresu. Actually they work with Paolo Fresu, Stefano Battaglia, and Dhafer Youssef.
They also worked in the soundtrack for the movie L'age d'or by L. Bunuel within the Musique Lumiere festival in 1997, then they participated to several national and international events.
They did studio session works for the label Fonoprint in Bologna, recording soundtracks for the cinema and records for artists such as Lucio Dalla, Samuele Bersani, Irene Grandi, Andrea Bocelli and some others.
They played at TV shows for RAI in prime time, including Mezzanotte angeli in piazza with Andrea Mingardi, Fausto Leali and Amii Stewart, and Taratatà with Lucio Dalla and Iskra Menarini.
Recently they recorded the soundtrack of the movie about the story of the reporter Ilaria Alpi titled ”Il più crudele dei giorni” ("the most cruel of the days"), produced by RAI and Lancia for the direction of Ferdinando Vicentini Orgnani and with music by Paolo Fresu.
The usual repertoire of the ensemble embraces works by John Dowland, Carlo Gesualdo prince of Venosa, Johann Sebastian Bach, Erik Satie, Michael Nyman, Arvo Pärt, Karl Jenkins, Alberto Ginastera, John Cage, Astor Piazzolla, Philip Glass, Morton Feldmann, plus originals written and arranged by the quartet and by several other musicians.

Anton Berovski, violin
He began very young to study violin at the Liceo Artistico (conservatory) of Tirana, then continuing at the "Academy of Fine Arts" of Tirana, where he reached the diploma with excellent results.
Then he studied in Italy, at the Fiesole School of Music and the Chigiana Musical Academy in Siena with the maestro P. Faruli, obtaining the merit degree, as first violin of the quartet “Tirana”.
His perfectioning continued in Holland with the quartet “Amadeus“, then in France where he attended the courses of the quartet “Ysaye“ at the Villecrous Musical Academy, continuing with the festival “Ile de France“ with quartet “Alban Berg“ and especially with the maestro V. Erben.
As a soloist he played in important festivals and events including the Festival of "Ile de France" (France), "Kelkrade" (Holland), "Ohrid" (Macedonia), Skopie (Macedonia), "Dubrovnik" (Croatia), the "Toscana delle culture" festival (Italy) etc., presenting a huge repertoire of concerts for violin and orchestra, for violin and piano, and chamber music (Vivaldi, Mozart, Bach, Beethoven, Haydn, Brahms, and so on).
He did many concerts either as a soloist or within chamber ensembles in Italy, France, Great Britain, Sweden, Switzerland, Germany, Japan, Macedonia, Croatia, Albania, Libya, Greece, Turkey etc.
As first solo violin, he worked with the Symphonic Orchestra of the Opera Theatre in Tirana (1985-1999), the Orchestra “Des Jeunes de toute Europe” (Foundation Menuin) in France (1991), the Philharmonic Orchestra of Skopie, Macedonia (1995), the Orchestra “Nova Amadeus“ in Roma, the Orchestra da Camera of Bologna, the Orchestra da Camera of Ravenna, the Symphonic Orchestra "D. Alighieri", the Orchestra “Dimi” in Roma, etc.
He recorded for RAI, RT-Skopie, RTA, Radio SDR, Radio Stockholm, Radio Genève, etc.
He won the first prize of chamber music in Durazzo (Albania), and the Special Jury Award at the international strings quartets competition “Evian” in France.
The famous maestro Pierre Dervaux cited Anton Berovski as <<The brilliant “violin solo” (first solo violin) of the Orchestre des jeunes de toute L’Europe».

Sonia Peana, violin
Born in Alghero (SS), she began studying the violin at the age of six and obtained the diploma at the Conservatory "L. D'Annunzio" in Pescara under the guide of maestro Franco Mezzena.
She perfectioned at the Musical Academy of Pescara and attended several courses including the ones by Boris Belkin (at the Accademia Chigiana), Rovighi (specialist in baroque music), and Enzo Porta of which she attended an annual course on contemporary music.
She also took the jazz courses of the Nuoro seminars, a stage with Uri Caine and the annual courses with Bruno Tommaso and Giorgio Gaslini.
Then she moved to Bologna, to graduate at D.A.M.S. (Music).
She has an intense concert scheduling, either as a soloist or as chamber player, gigging live in Italy and outside.
She collaborates as a soloist with several artists: Andrea Bocelli, Stefano Nosei, etc.
With various orchestras and other ensembles, she recorded many CD of classical, contemporary, word and jazz music. She played on many soundtracks for cinema and television; in several TV shows for RAI she backed artists such as Evya, Lucio Dalla, Amii Stewart, Iskra Menarini, Cheryl Porter, etc.
She founded the Quartetto Alborada, which works with artists such as Paolo Fresu, Stefano Battaglia, Dhafer Youssef, David Linx, Diederik Wissels, Eugenio Colombo, and Michel Godard.
She plays on a Giuseppe Dall'Aglio dated 1803.

Nico Ciricugno, viola
Born in 1973, he brightly reached the diploma for the viola in 1996 under the guide of the maestro Silvio Di Rocco at the Conservatory “N. Piccinni” in Bari.
He attended the Accademia Musicale Pescarese and several perfectioning courses (Lanciano, Ravello).
As first viola he worked with several chamber and symphonic ensembles, playing live in important concert halls: the Auditorium Parco della Musica in Roma, the "G. Verdi" hall in the Conservatory of Milano during the “Serate Musicali”, the Orchard Hall of Tokyo, the Sankey Hall of Osaka, the St. Michel Theatre in Bruxelles, the Koningin Elisabeth Saal in Antwerp, the Pavillhão Atlantico of Lisbon, the Dietheater Künstlerhaus in Vienna.
He had several collaborations with famous artists: M. Maisky, M. Quarta, B. Canino, Y. Grubert, R. Bruson, C. Rossi, A. Diaz, under the guide of glamorous directors such as R. Muti and G. Khun.
Also, his interest for jazz allowed him to play with artists such as P. Fresu and S. Di Battista.
He plays with the Global Music Nonetto by G. Occhipinti, which he joined for several festivals (“Music on Music” in Vienna, “Jazz à Luz”) and recorded for the Between The Lines label.
He also recorded for Bongiovanni, BMG e Sony.
As a soloist he recorded some soundtracks for RAI and Mediaset.
He actually covers the role of first viola in the DIMI orchestra.

Piero Salvatori, cello
Born in Rome, he studied and took diploma with the maestro Ferdinando Calcaviello.
He continued his study with several international artists, winning competitions and scholarships.
He has an intense concert scheduling either as a chamber player or as first cello within many Italian orchestras.
He worked as a soloist with many artists including Claudio Baglioni, Renato Zero, Lucio Dalla, Gino Paoli.
He records solos for theatre and movie soundtracks.
He plays on a Vincenzo Postiglione dated 1869.

Diederik Wissels, piano and direction
He studied music at the famous "Berklee College of Music" of Boston with top teachers such as Kenny Drew (Miles Davis, John Coltrane) and John Lewis (Modern Jazz Quartet).
Being a Dutch, since years he is one of the main figures of the jazz scene in the Holland and a prime name that comes out when talking about the jazz in Brussels. His style of composition is extremely creative, damn rich of a good dose of instrumental virtuosity. He is often compared to Bill Evans and to the sonorities of Jan Garbarek: two different worlds that seem to join under his perspective, ready to scan and analyze that particular “beyond jazz” territory, well known by the last 20 years of the American jazz history.
Since many years he is considered one of the best musician of the Holland area. He works constantly with the singer David Linx and he is frequently beside Paolo Fresu for particular projects such as soundtrack works.

Dhafer Youssef, vocals and oud
(taken from presentation notes of the duo Fresu – Youssef)

The meeting between one of the most loved trumpet players of modern jazz and the new name of contemporary ethno jazz is one of those that may promise a lot of surprises. Foundation of the artistic union between Paolo Fresu and Dhafer Youssef is naturality. The musical one, capable of forging – in the big melting pot of creativity – the modern sounds of a typical instrument of the jazz area as the trumpet and those magic and somehow dreamful ones of “sacred” oud, the Arabian lute, very fashioned today also thanks to the “artistic adventures” of top people such as Rabih Abou Khalil and Anouar Brahem.
But as part of the game – on the same important level – you got the incredible naturality of the musicians, the players of this true event.
Two Mediterranean souls capable of looking far, and transmit and communicate. Roots that are “true” and terribly expressive, rich of colours and poetry of Sardinia by Fresu, and colours and silences of Tunisian Africa by Youssef, “filtered” by years of European frequenting. Extremely natural and direct, like the most natural and direct things that make the narrated musical landscapes.
In addition, the incredible vocal extension of Dhafer, truly prodigious engine of an acoustic adventure that may be compared with very few ones.

Dhafer Youssef is born in Teboulba, Tunisia; he studied singing and lute, beginning his career in Vienna. He played at the most important theatres and festivals for the lute in many European countries, also proposing pieces from the Islamic tradition. He worked with Markus Stockhausen, Wolfgang Puschnigg, Bill Laswell, Jamey Haddad, and Tom Cora. He lives in Paris.

Elena Ledda, vocals
Born in Selargius, Elena Ledda comes from a land, the island of Sardinia, which is the homeland of many big interpreters and excellent musicians, capable of promoting with coherence the cultural inheritance of the island without avoiding to enforce it by the use of contemporary sounds. Ledda is no exception to this, and with his Maremannu she put out herself, without doubt, as the island's artist who at the moment better represents the antique/modern link.
The new project, managed and co-ordinated by Mauro Palmas (artistically connected with Ledda since the times of the Suonofficina and Sonos ensembles), and put in production in Germany under the wise production by Friedemann Witecka, reaches a perfect balance between tracks of the tradition and world sonorities. The voice of Elena Ledda, not only versatile and expressive, but also powerful and aggressive, elevates with knowledge and sensibility over this acoustic matter, offering intense emotions. Several are the lyrics written by Michele Pio Ledda for the occasion, that with capacity and inventiveness is able to tell about today by putting on the page verses that are filled with feeling and quotidianity at the same time. It's lyrical base that's alive and exuberant that, together with the intense religiousness of the litanies from the Rosario and the deep spirituality ofPregadoria, allow Ledda's vocal to express creatively at best, acting in symbiosis with the words instead of "against" them. Free from expression modules that are obsolete and from manneristical constrictions, Ledda can let out a involving performance capable of show off not only his talent (which is considerable), but also the experience matured in different contexts along all her career. Colouring, nuances and vocal inflexions follow one another restlessly, in a kaleidoscope of situations that can capture the listener and beam him/her in a indefinite space, far away and mysterious and meanwhile inward and loaded of identity.
The album Maremannu, highly acclaimed by critics, reached the first chart positions in Germany within the "World Music Top 30". In France it received the glamorous "Choc" award ("Le Monde de la Musique" September 2001) and the "Bravo" award ("Trad Mag" September 2001).

Cuncordu di Castelsardo
Angelo Cavaglieri: bogi
Matteo Santoni: falsittu
Giovanni Pinna: contra
Salvatore Tugulu: bassu

The religious polyphonic chants of Sardinia finds one of its highest expressions in this group having an extraordinary severity of performance, coming from a strong cohesion between his members cemented in twenty years of activity. Its repertoire is fully based over the devotional chants of Castelsardo, a seaside town in the region of the Anglona, in the north of the island; a town with ancient history, where the tradition of polyphonic singing is alive and kicking, as is the use of the archaic Sardinian language.
Singing for years at the processions of the Holy Week, the choir contributed to keep alive the transmission of a singing that is handed down orally, without interruption, since 1500. A precious heritage that the Cuncordu of Castelsardo carried around theatres and churches in Italy and abroad, raising the interest of top-level musicologist, such as the French Bernard Lortat-Jacob. Remarkable is the collaboration of the four choristers with the saxophonist Enzo Favata from Alghero, testified by the CD Boghes and voices and by some tracks on Voyage en Sardaigne and Made in Sardinia.


Cuncordu e Tenore de Orosei
Patrizio Mura: voche (cuncordu and tenor)
Massimo Roych: voche (cuncordu)
Piero Pala: mesuvoche (cuncordu and tenor)
Luca Frau: cronta (cuncordu and tenor)
Mario Siotto: bassu (tenor)

In the huge panorama of vocal music in Sardinia, this group occupies a top level place for the peculiarities of its repertoire, which embraces both forms of the vocal tradition of Orosei: the secular one “a tenore” and the sacred one “a cuncordu”. In the country of the Baronia, on the mid-oriental coast of the island, the two singing modes have never been abandoned: the contact of younger choristers with the older ones had been able to keep the tradition alive.
The Cuncordu e Tenore de Orosei is born in 1978 and can boast a curriculum filled of experiences, with important collaborations, many gigs on the stages of festivals and events in Italy and outside, and a significant discography.
In 1994 they record their first CD of sacred music, and two years after one dedicated to the secular repertoire. In 1997, the meeting with German producer Stefan Winter will output four records for his record label (Winter&Winter), including Colla Voche, together with the cell player Ernst Reijseger and percussionist Alan “Gunga” Purves, and a double CD coupled with a dense booklet including a six-language translation of the whole sacred and “a tenore” repertoire of Orosei.
In addition to collaborations with various protagonists of popular Sardinian music - from Luigi Lai to Totore Chessa to the Tenores of Bitti - the group counts several experiences outside "pure" tradition, such as the project Voyage en Sardaigne of saxophonist Enzo Favata, and some works of classic-contemporary composers such as Vittorio Montis, Riccardo Dapelo and Andrea Saba.

Su Cuncordu 'e su Rosariu di Santulussurgiu
Antonio Migheli: oghe
Roberto Iriu: contraltu
Mario Corona: contra
Giovanni Ardu: bassu

The magic fusion between the cultured liturgical chant and the popular archaic one marks the vocal repertoire of Santulussurgiu, town of the Montiferru region, over the mid-western side of Sardinia. Trustee of a multi-century vocal tradition, this extraordinary choir takes his roots from the beginning of 17th century, when the Dominicans of Sassari founded in Santulussurgiu the Confraternità del Rosario (Confraternity of the Rosary), that since then cured the sacred rituals of the Holy Week and the choral chants for its ceremonies.
The actual choir - with Giovanni Ardu (bassu), Mario Corona (contra), Antonio Migheli (oghe) and Roberto Iriu (contraltu) - is the owner of the chant since 1976, and scored a wide series of participations to concerts and seminars. Its chants have been successfully inserted in lyrical operas and concerts of baroque music, but also in contemporary music works (Cuncordia, passione seconda by Marcello Pusceddu) and in projects such as Sonos ‘e memoria (conceived and directed by film director Gianfranco Cabiddu with the musical direction by Paolo Fresu) and EthnoGrafie (signed by the Berchidda trumpet player himself), projects which put together musicians, structures and repertoires of Sardinian tradition, jazz and other musical cultures.

 
     

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