Marionett Louis

ingrandisci
“Marionett/Louis”

produzione originale d’apres Blues&West,
Musiche dal CD “FUGACE” prodotto da Manfred Eicher per ECM Records :

Ottetto di Gianluigi Trovesi Fulvio Maras Percussioni, elettronica
Massimo Greco, tromba
Marco Micheli, basso el., contrabbasso
Beppe Caruso, trombone
Vittorio Marinoni, batteria
Marco Remondini, violoncello
Roberto Bonati, contrabbasso
Gianluigi Trovesi, sax alto, clarinetto

Marionette: Granteatro in miniatura di Giorgio Gabrielli.
Art direction, regia multimediale, luci: Cristina Catalani, Giorgio Gabrielli, Roberto Masotti.

Lo spettacolo

Ma perché mai qualcuno dovrebbe scritturare questa strana compagnia che smania e gesticola tra ombre di Louis Armstrong, Maria Callas, Ornette Coleman, e luci di una improbabile Napoli caraibica?

In Marionett/Louis si intersecano un percorso musicale ottimamente strutturato, per il suo ottetto da Gianluigi Trovesi, e una messa in scena curata, oltre che dal punto di vista delle luci e della diffusione del suono, nel suo svolgersi drammaturgico, concepito come una interferenza, una intromissione, un incubo che si insinua tra le sequenze programmate da un compositore che oggi abbisogna di ben poche presentazioni. L’incubo è agitato e animato dalle presenze marionettistiche ideate, costruite e mosse da Giorgio Gabrielli con la determinata complicità “interna” (un vero e proprio infiltrato) di Marco Remondini. I due con Trovesi, guarda un po’, formano un trio, ancora senza nome, ma non divaghiamo.
La trama sonora di Marionett Louis, pur decisa, implacabile, si apre al passaggio delle marionette dandosi una risposta immediata, dilatando lo spazio, creando episodi solistici che istantaneamente “accompagnano” quadri diversi e spiazzanti. La musica, nel nuovo spazio surreale creatosi, scalpita per riappropriarsi di tutta la sua energia non appena l’incubo… svanisce. Oppure si dimostra schiva e indifferente alle sollecitazioni delle indebite presenze, un po’ metafisica e altera.
Venendo all’uso della videoproiezione, i frammenti predisposti sottolineranno alcuni precisi momenti dell’azione delle marionette, amplificandola, invadendo lo schermo preferibilmente in retroproiezione posto alle spalle dei musicisti, o un più agile “schermo di scena” posto a terra, decisamente più a misura di marionette progettato e costruito per l’occasione. L’evocazione di altri spazi avviene tramite l’introduzione di riferimenti formali come le grandi vetrate colorate in uso nelle cattedrali o tramite fugaci citazioni ad abiti e oggetti.Alcune sequenze video tendono a svelare particolari costruttivi, d’assemblaggio e d’uso delle marionette mentre una indiscreta webcam trasmetterà dal vivo dal palcoscenico espressioni e gesti di questi ora poetici ora grotteschi oggetti. Già, perché nella loro disperata condizione di oggetti inanimati, fatti di legno, ferro, vernice, stoffa, aste, questi attendono che il gesto, la voce, la musica, la parola, li facciano agire e a comunicare con tutti noi.


La realizzazione di questa messinscena prevede l’impiego
di forze creative, professionali e tecnologiche.


Esigenze tecniche: backline gruppo musicale come da scheda, schermo (proiezione frontale o retroproiezione quando possibile), proiettore, service audio e luci,
ospitalità (cena e pernottamento) e viaggi per 12/15 persone
 
     

[ Progetti / Tour ]  [ Artisti ]  [ Proposte concerti ]  [ Info ] 

P.iva: 0065466216