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Gianluca Petrella Indigo 4
Kaleido
Gianluca Petrella non ha ormai certo bisogno di presentazioni: in un concerto di due anni fa al festival “Itinerari Jazz di Trento e Rovereto” del quintetto di Enrico Rava, buona parte dell'attenzione è andata al suo solismo robusto, estroverso, fatto di virate espressive e di innato senso della narrazione. E in altre occasioni, in solo, in duo con Antonello Salis o con Furio Di Castri, oppure con propri gruppi, il trombonista ha mostrato di avere idee molto chiare su come dare forma alle sue costruzioni musicali, sia sotto il punto di vista solistico che compositivo. Il contratto discografico con un'etichetta storica di grande prestigio internazionale come la Blue Note ha favorito la sua esposizione sulla scena internazionale, culminata nella vittoria come miglior trombonista emergente al referendum della rivista Down Beat, lo scorso anno. Ma già nel 2005 Petrella si era guadagnato il titolo di miglior musicista nel referendum di Musica Jazz, dopo aver vinto nel 2001 la qualifica di miglior nuovo talento dell'anno. L'ultimo suo disco, che porta il nome del gruppo attuale, "Indigo 4", ha ricevuto ampi consensi dalla critica di tutto il mondo, con ben quattro recensioni da parte della rivista on line "All About Jazz".
Lo stesso gruppo si presenta oggi al pubblico, forte ormai di un rodaggio maturato in numerosi tour. Una formazione che gioca le sue carte sulla perfetta sintonia delle quattro personalità coinvolte. Accanto a Petrella ci sono il sassofonista e clarinettista Francesco Bearzatti, a sua volta leader di formazioni tra le più stimolanti nel panorama italiano, il contrabbassista Paolino Dalla Porta, membro di gruppi storici come Nexus e il trio di Stefano Battaglia, il giovane batterista Fabio Accardi, già collaboratore di Roberto Ottaviano, Paolo Fresu e Dave Liebman. La proposta del quartetto riflette bene la personalità di Petrella, pur traendo vitalità in ugual misura da ogni componente. Vi si incontra in primo luogo un approccio fresco, in cui l'energia si sposa con l'espressione spontanea dell'emozione. C'è poi un delizioso istinto per la strutturazione e la frammentazione degli episodi sonori, con la capacità di dosare, mettendoli in relazione dinamica, ingredienti legati alla tradizione ed elementi di novità. Come l'elettronica, che raramente viene utilizzata con tanta intelligenza e vivace sottigliezza.
Giuseppe Segala
Le parole di Giuseppe Segala, scritte recentemente per la presentazione di un concerto del suo “Indigo”, focalizzano perfettamente la figura di Gianluca e ciò che questo straordinario musicista sta facendo vivere al jazz contemporaneo.
E’ ormai riconosciuto che il trombonista pugliese riesca ad unire il senso più vivo della tradizione con le istanze più moderne del suono contemporaneo. Curando particolarmente il “suono” e mediando le prospettive in maniera davvero creativa, nel nucleo concettuale delle filosofie del gruppo, trovano addirittura spazio tracce dixieland e quell’impronta di “musicista alternativo” che riesce a proporre anche in altri aspetti della sua produzione. Lavorando da solo nel proprio studio, tagliando e cucendo loop, pattern, campionature e “nuovi suoni” elettronici (Gianluca si diverte spesso ad “uscire” dai panni del jazzista, proponendo travolgenti serate “D-Jay Set”, in alcuni locali di tendenza) è riuscito a tradurre il materiale base per un quartetto, senza però, opportunamente, perdere di vista la matrice acustica e fondamentalmente jazzistica che ogni gruppo che si rispetti non dovrebbe dimenticare di portare con sé.
Un gruppo giovanissimo che riesce sempre a sorprendere per una straordinaria energia di base e con, in più, in organico, oltre alla propulsiva spinta del leader, l’esperienza di un “grande” come Paolino Dalla Porta, il talentuoso apporto di Fabio Accardi (tra i nomi nuovi più seguiti anche Oltralpe) e il miglior “nuovo talento” del jazz nazionale 2003 (“Musica Jazz”), Francesco Bearzatti.
“Kaleido” è la nuova avventura di Gianluca per la Blue Note italiana che ha immediatamente creduto in lui, dando carta bianca alla sua creatività. Considerando che stava diventando attivo anche con altre formazioni (un trio come il “Bread & Tomato ”, più volte recensito con la parola inglese “powerful”, capace di strizzare l’occhio al funky; un nuovissimo quartetto, alternativo a Indigo, chiamato “Tubolibre ” anche per il fatto che nell’organico è coraggiosamente presente una tuba sulla quale gravano molte architetture progettuali e una “Cosmic Band “, fatta di dieci vulcanici elementi, pronti a giocare con la musica allo stesso modo in cui lo faceva Sun Ra con la sua leggendaria Arkestra), l’idea iniziale era quella di registrare un disco ricco di frammenti di tutte queste attuali realtà artistiche. Ancorandosi però nuovamente alla sicura e provata piattaforma del suo nobile quartetto, Gianluca ha poi scelto di innovare maggiormente le linee musicali di questa avventura, “aprendo” ed allargando lo sguardo verso i vicini confini delle progettualità appena nominate e creando dunque un lavoro ricchissimo, fatto di materiale capace di attingere alle idee migliori di tutto il ventaglio di proposte artistiche in gioco.
Kaleido è dunque una scelta per l’appunto “caleidoscopica”, che affronta e analizza il suo sapere attuale. Brani in quartetto “storico” sono quindi affiancati da figurazioni in duo, in trio o mescolando ancora i vari organici fra loro, “utilizzando” in maniera davvero intelligente le grandezze artistiche di Steven Bernstein alla tromba, di Michele Papadia all’Hammond o di John De Leo alla voce. Un “puzzle” sonoro divertente, fresco e di inarrivabile qualità, capace di attrarre sin dal primo ascolto per le implicazioni moderniste che ne sono effettiva parte integrante e alcuni rimandi alla psichedelia storica, richiamati anche dalla scelta grafica di Luca Panaro. I mesi che hanno visto partorire questo nuovo lavoro sono stati mesi importanti per Gianluca, che ha raccolto nuovi importantissimi premi come la replica di quello del Critic’s Poll di Down Beat, del Paul Acket Award (consegnatogli in Olanda) e il recentissimo “EuroDjango”. Dietro l’angolo ce ne sono anche altri, già in qualche modo annunciati… forse davvero retoricamente, poché nessuno come lui, nell’attuale contemporaneo jazzistico, ha tanta eguale forza di convincimento sia nei confronti del pubblico che della critica, sia anche questa la più compassata.
Il successo “americano” è poi una sorta di pietra miliare: mai nessun artista italiano, prima di lui, era arrivato a conquistare tanto nel particolarissimo mondo statunitense, dove raramente un artista straniero è stato valutato a tali livelli. E non si tratta di un fuoco di paglia o di un evento occasionale, poiché ogni volta che Gianluca varca l’Oceano, vengono regolarmente scritti fiumi di parole e spese le migliori parole di critica. E’ giusto dell’inizio dello scorso mese di novembre una nuova messe di critiche incensanti, dopo un paio di concerti tenuti al festival jazz di Chicago, quest’anno coraggiosamente dedicato alle nuove realtà europee.
I protagonisti di Kaleido
GIANLUCA PETRELLA
Gianluca è nato a Bari nel marzo del '75, si è diplomato al Conservatorio della sua città con il massimo dei voti nel '94. Nel '93 inizia una lunga collaborazione con il sassofonista Roberto Ottaviano che lo ha inserito nel suo ultimo progetto discografico. Il progetto vede inoltre protagonisti Michel Godard (tuba), Tom Varner (corno), Marcello Magliocchi (percussioni). Sempre nel '93 partecipa ad un altro progetto discografico che lo vede ospite assieme al sassofonista americano Greg Osby. Nel '95, come primo trombone nella O.F.P. Orchestra, ha suonato sotto la direzione di Carla Bley, Steve Coleman e Bruno Tommaso. Ha partecipato alla compilation "Italian Jazz Today" prodotto da "Musica Jazz" e allegato alla rivista del Gennaio '96. Nel '97 trascorre un periodo in Germania dove ha suonato con diversi musicisti tedeschi ed olandesi. Attualmente collabora con Enrico Rava che nell'estate del '97 lo ha voluto per una tournée in Canada con il gruppo "Ravacarmen". Inoltre dal gennaio '98 è impegnato in varie tournée e con i Noisemakers, nuovo gruppo del batterista romano Roberto Gatto. Collaborazioni con musicisti internazionali: Steve Swallow, Joy Calderazzo, Jimmy Owens, Greg Osby, Carla Bley, Gerard Pansanel, Klaus Suonsaari, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Joel Alouche, Lester Bowie. Collaborazioni con musicisti italiani: Enrico Rava, Roberto Gatto, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Roberto Ottaviano, Paolino Dalla Porta, Paolo Fresu, Danilo Rea, Maurizio Gianmarco, Flavio Boltro, Salvatore Bonafede, Enzo Pietropaoli, Piero Leveratto e altri. Ha partecipato a numerosi Festival tra cui: Iseo '95, Festival internazionale di Bolzano '96, Talos Festival Ruvo '96, Toronto '97, Vancouver '97, Edmonton '97, Calgary '97, Montreal '97, Hessen jazz Idstein '97, Worms Jazzt '97, Leipzig ‘02.
E’ artista dell’anno, nel “Top Jazz” della rivista “Musica Jazz” per il 2005 e vince, primo nella storia del jazz italiano, il celebre "Critic's Poll" della rivista "Down Beat" nel 2006, quale migliore trombonista mondiale emergente. Il 2007 conferma la straordinaria affermazione nel referendum di Down Beat ed aggiunge al palma res l’importante Paul Acket Award e l’“Eurodjango 2007” nella categoria “European New Talent of Jazz”. La categoria era formata da 16 musicisti in nomination, in rappresentanza di
Francia,Spagna,Belgio,Svezia,Danimarca,Lussemburgo e Romania.
PAOLINO DALLA PORTA
Nato a Mantova il 25 7 1956, inizia a suonare la chitarra a 10 anni studiando musica privatamente. Dal 1972 al '78 studia chitarra classica presso la "Scuola Civica di Milano" e contemporaneamente si dedica alla musica Jazz. Dal 1977 suona il contrabbasso.
Attivo sulla scena jazzistica italiana dal 1978, in questi anni ha suonato e collaborato con numerosi musicisti e gruppi nazionali ed internazionali tra i quali: Dave Liebman, Lester Bowie, Michel Petrucciani, Kenny Wheeler, Billy Cobham, Paul Bley, Aldo Romano, Enrico Rava, Lee Konitz, Don Cherry, Mick Goodrick, Tony Oxley, Mal Waldron, Leroy Jenkins, Glenn Ferris, Massimo Urbani, Oliver Lake, Franco D'Andrea, Ran Blake, Nexus 5tet, Antonello Salis, Jimmy Owens, Daniel Humair, Maurizio Giammarco, Don Moye, Paolo Fresu, David Friedman, Tiziana Ghiglioni, Manfred Schoof, Flavio Boltro, Roberto Gatto, Misha Mengelberg, Han Bennink Bill Elgart, Grande Orchestra Nazionale, Richard Galliano, Francis Bebey, Dominique Pifarely, Claudio Fasoli, Kurt Rosenwinkel , David Murray, Dave Burrell etc.
Ha partecipato inoltre alla realizzazione di una sessantina di produzioni discografiche, di cui quattro come leader, fra cui – recente – la splendida colonna sonora del film “La ballata di Domenica”, dall’omonimo film di Wilma Labate.
FRANCESCO BEARZATTI
Sassofonista e clarinettista friulano, Francesco Bearzatti una sicura altra nuova “rising star” nonché sicurezza dell’arte jazzistica europea. Educazione artistica: Conservatorio musicale di Udine(Italy), Jazz Mobile a New York(USA) con G. Coleman. Premi e riconoscimenti: "Best 2003 new talent” per la rivista italiana di riferimento "MUSICA JAZZ" 1) "Best Tenor Player"- Premio Livorno 1996 2) Premio “Prato 1995” e con M.Abrams Four - Roma 1995 Collaborazioni: Valery Ponomarev Universal Language, Charles Persip Orchestra, Kaiser Lupowitz Trio,Simone Guiducci Gramelot Ensemble,Fabio Morgera Quintet,Marc Abrams Four,The Organ Trio,Kepto Orchestra, Bruno Cesselli Quartet,Andrea Massaria Quintet with Flavio Boltro, G.Cazzola Quartet, Claudio Cusmano Quintet with Roberto Gatto, Beggio-Ciancaglini Quartet, Pietro Tonolo "Disguise"Sextet, Aldo Romano "Because of Bechet". Attività freelance accanto a J.Lovano, B.Morris, D.Irvin, L.Parker, L.Hayes, R.Eubans, B.Riley, T.Kirkpatrik, D.Bennet, K.Wheeler, R.Brecker, M.Murphy, M.Hendrix, G.Telesforo, P.Birro, S.Battaglia, J.Cartwight, M.Tonolo, K.Rosenwikel, M.Tamburini, L.Patruno, N.Stilo, F.Bosso, T.Harrel, E.Zigmund,A.Romano
FABIO ACCARDI
Fabio Accardi nasce a Bari il 2 luglio 1973.
Inizia a suonare la batteria all'età di tredici anni frequentando la scuola di musica 'Il Pentagramma' di Bari. Dal 1990 al 1994 frequenta il Conservatorio 'N. Piccinni' di Bari. Inoltre studia il suo strumento con Peter Erskine, Marvin 'Smitty' Smith, Vinnie Colaiuta, Gene Lake, Roberto Gatto e Ettore Fioravanti e musica d'insieme con Enrico Rava e Franco D'Andrea. Quindi vince una borsa di studio come miglior studente e suona con Claudio Fasoli. Dal 1990 al 1992 suona nella 'Zetema Orchestra' diretta dal Maestro Bruno Tommaso con la quale, oltre ad aver sonorizzato il film di Buster Keaton 'Steamboat Bill Junior' registra il disco 'Nelle Sale delle Arcate' con Steve Lacy e Glenn Ferris.
Nel 1999 prende lezioni al 'Drummer Collective' di New York e partecipa ad alcune jam session. Suona in Inghilterra, in Scozia e in Croazia con il 'Quintetto X', a Londra con il 'Paolo Achenza Trio', in Italia suona con Roberto Ottaviano, Cinzia Spata, Emanuele Cisi, Nicola Stilo, Maurizio Giammarco, Flavio Boltro, Rosario Giuliani, Paolo Fresu, Tino Tracanna, Salvatore Bonafede, Gianni Basso, Franco Ambrosetti, Claudio Fasoli, Saverio Tasca, Giovanni Tommaso, Marco Tamburini, Francesco Bearzatti, Greg Osby, Dave Liebman. Nel 1997 con Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso, Gaetano Partipilo e Giuseppe Bassi, registra il disco 'Up Up with the Jazz Convention'.
Gli ospiti:
MICHELE PAPADIA
Pianista, organista, compositore pugliese, classe ’72.
Ha partecipato ai maggiori festival jazz e blues europei ed a numerosi dischi come sideman , sia jazz che blues e pop. Importante la sua collaborazione con la cantante Linda Wesley, nel progetto”Dedicated To Mahalia Jackson”. Molto attivo anche negli Stati Uniti dove ha approfondito lo studio del pianoforte e dell’organo Hammond. Nel 2000 viene selezionato dalla Empire Enterteinement Incorporated per accompagnare Patti Austin e Whitney Houston nelle loro performances in Italia.
Attualmente suona stabilmente nel trio del trombettista Fabio Morgera, nel trio di Gianluca Petrella, nel quartetto di Roberto Gatto, in formazioni a suo nome, oltre a varie collaborazioni con artisti afroamericani.
JOHN DE LEO
Nato a Lugo di Romagna (RA) il 27 maggio 1970, John De Leo è la voce più interessante del panorama musicale italiano dell’ultimo decennio. Una voce-strumento - ora calda, grave, ora acuta e graffiante – le cui fondamenta soul sorreggono un articolato percorso che spazia dal rock al be-bop, fino alla musica contemporanea. Cantante, compositore, collaboratore e promotore di innumerevoli progetti artistici non strettamente a carattere musicale;
dagli anni ’90 ad oggi ha collaborato con: Rita Marcotulli, Teresa De Sio e Metissage, Ambrogio Sparagna, Paolo Damiani, Stefano Benni, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu Quintet, Danilo Rea, Furio Di Castri, Roberto Gatto, Enrico Rava, Alter Ego e Louis Andriessen, Nguyen Le, Gianluca Petrella, Gianluigi Trovesi, Alessandro Bergonzoni.
STEVEN BERNSTEIN
(da Francesco Bigoni, All About Jazz)
Figura-simbolo delle tendenze più aggiornate ed irriverenti della scena downtown newyorkese, Steve Bernstein ha praticamente compiuto qualunque esperienza possa nascere dall'incontro fra un bianco ebreo nordamericano dallo sguardo cool e uno strumento - la tromba slide - che conduce ad un lirismo a tratti infantilmente goffo: è ex-direttore musicale dei Lounge Lizards, turnista di lusso [Lou Reed, Sting, Courtney Love], arrangiatore e compositore per il cinema ["Kansas City", "Get Shorty"], leader di un quartetto lounge-non-background che passa con nonchalance dagli angiporti, al Tonic, a MTV [Sex Mob], di una small band che razzola nel vintage orchestrale [Millennial Territory Orchestra], di un trio sperimentale - ora non più attivo - suggestionato da stimoli extramusicali e patrocinato da Hal Willner [Spanish Fly], di eclettici progetti dedicati alla musica ebraica [Diaspora Soul, Diaspora Blues].
Press quote:
Gianluca Petrella
Kaleido
Blue Note / Emi
Valutazione: *****/5
E’ il suono di oggi, signori: un po’ hip un po’ fragore metropolitano, un po’ click ‘n’ mouse un po’ traditional. Solo Gianluca Petrella poteva pensare cose simili, colte citazioni dal mondo dixieland – che solitamente frequenta con piacere al fianco di Franco D’Andrea – e rivisitazioni di un certo funk cosmico (se capita dalle vostre parti non perdete la sua Cosmic band di giovani leoni), psichedelia e persino, si diceva, uso indiscriminato di campioni. E c’è un gran desiderio di lasciarsi andare alla corporeità più viscerale e profonda. Il trombonista barese suona e travolge, mai ricicla, sempre colora suoni con storie e indica un futuro percorribile costellato di riconoscimenti mondiali. Tutto sul cuscino ricamato che gli stende l’Indigo 4, formazione assai quotata si basti pensare al nome di Francesco Bearzatti. E poi gli ospiti speciali: quel diavolo di un menestrello di John De Leo da opera buffa, lo Steven Bernstein lirico e sfrenato e qualcun altro. Il suono di oggi, a voi scegliere se percorrerlo o meno, ma perdereste qualcosa di grande a lasciarvelo sfuggire.
Federico Scoppio (Rolling Stone – Gen 2008)
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ENGLISH VERSION
(Gianluca Petrella, trombone – Francesco Bearzatti, tenor sax and clarinet – Paolino dalla Porta, double-bass – Fabio Accardi, drums)
For his first album, published by Blue Note, as leader of a very recently constituted quartet, the trombonist from Puglia has joined the liveliest sense of tradition with the most modern requests of contemporary sound. He has paid particular attention to “sound” and mediating between perspectives in a truly creative way. The core philosophies of the group even include traces of Dixieland and that mark of the “alternative musician”, which Gianluca also proposes in other aspects of his production. Working alone in his studio, cutting and sewing loops, patterns, samples and electronic “new sounds” (Gianluca often enjoys stepping out of the jazzman’s clothes to propose overwhelming “D-Jay Set” evenings, which often see him as the animator of the nights of certain trendy clubs) has managed to translate the base material for a quartet. This, very opportunely, without loosing sight of the acoustic and fundamentally jazz matrix which every self-respecting group should never forget to carry with it.
A very young group, that always manages to surprise for its extraordinary base energy. A group which, on top of its leader’s propelling force, can count on the experience of a “great” such as Paolino Dalla Porta, the talented contribution of Fabio Accardi (one of the most popular new names – also abroad) and the best “new talent” of Italian jazz in 2003 (“Musica Jazz”), Francesco Bearzatti.
Gianluca won the “Top Jazz” Award 2005, as “best Italian jazzist of the year”. In 2006, wins the famous "DOWN BEAT CRITIC'S POOL" as best young trombonist of the contemporary jazz international circuit.
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