“Da anni ho la tendenza a semplificare, ad aspirare alla destrutturazione del linguaggio dell’universo musicale e, in particolare, a immaginare la musica come un metalinguaggio universale, un luogo che è davvero senza confini, non solo a parole ma nei fatti, dove non esiste la mia musica o la musica degli altri, ma esiste soltanto la Musica”.

Stefano Battaglia è ormai un pianista affermato e conosciuto nel mondo, anche grazie alla pluriennale collaborazione con la prestigiosa ECM, di cui è uno dei musicisti di maggior rilievo; artista raffinato, caratterizzato dalla profonda propensione alla ricerca costante di dimensioni musicali e obiettivi sempre nuovi e da un suono profondo e, al tempo stesso, dotato di leggerezza, incisive vibrazioni e originalità.

Nel "Piano solo" esplora, senza limite alcuno, idee e repertori sempre diversi - come testimoniano i suoi numerosi progetti quali Musica Salva, Illuminations, Cantico, Piano Portraits – per dare corpo e libertà alle proprie capacità espressive, da eccellente improvvisatore a tutto campo nonché colto compositore qual è. Per Battaglia, il concerto "in solo" è una dimensione abituale all’interno della quale riesce totalmente “a ripercorrere e a restituire con estrema profondità tutta la ricchezza ed il lirismo della sua esperienza musicale, senza negarsi quelle improvvise ma rigorose mutazioni che ne caratterizzano da sempre le scelte artistiche” (Jurgen Solothurnmann, critico musicale).

Una performance musicale densa di illuminazioni - enigmatiche ed oniriche trasfigurazioni della realtà, essenziali e ambigue – o di particolari passaggi ispirati anche a soggetti di origine extramusicale, una musica salva da condizionamenti e filtri “che nasce per celebrare, omaggiare qualcosa o qualcuno, un preciso raggio creativo che si prefigge di dare luce o semplicemente ricordare persone, luoghi e avvenimenti”. Stefano Battaglia si fa, quindi, narratore, filosofo musicale per portare il proprio pubblico in viaggi sempre diversi e sempre personali, intimi e penetranti.